Progetto

Save the Last Grape nasce da un’idea di Francesco Campanella, Nicola Zucconi, Maria Chiara Belia e dall’infinito appoggio e sostegno e di tutta la famiglia Campanella.
L’obiettivo che vogliamo raggiungere è molto semplice: far sapere a tutte le persone, soprattutto a quelle che non hanno avuto la fortuna di nascere in campagna come noi, quanto sono preziosi i frutti che l’uomo “strappa alla Natura”. La Natura infatti si fa attendere.
Per ottenere anche il frutto più umile e spontaneo, l’uomo deve faticare, saper aspettare, addomesticare, adattarsi alle condizioni climatiche…niente è scontato.

Figuriamoci per ottenere un prodotto come il vino, che deve essere affinato, imbottigliato e deve mantenere, per anni, tutte quelle caratteristiche di eccellenza che ne esprimono l’ identità territoriale.

Dunque, il nostro progetto è ambizioso: raccontare, attraverso le pagine di questo diario, come nasce un vino partendo da un vigneto che ancora deve essere piantato.
Il vitigno poi, è una sfida in sè.  Si chiama Trebbiano Spoletino ed è  un grappolo bianco che fino a pochi anni fa rischiava di scomparire dalla tradizione vitivinicola della nostra regione,  l’Umbria. Purtroppo, questo generoso vitigno bianco, che è in grado di dare vini dalle caratteristiche del rosso, non generra ancora alcun tipo di sentimento o attenzione nelle persone che lo sentono nominare. La nostra personale opinione è che forse, viene spesso confuso con altri trebbiani sfruttati per produrre uve dalla  resa elevata e di scarsa qualità.

Noi invece crediamo nella pudica nobiltà del Trebbiano Spoletino, nella forza minerale della nostra terra e nella capacità di riconoscere l’eccellenza di chi apprezza sinceramente il vino ben fatto e genuino

E Save the Last Grape è la finestra che lasciamo aperta sulla nostra cantina, sulla nostra meravigliosa Umbria, e sulle nostre migliori tradizioni enogastronomiche per tutti quelli che, vorranno dare un’occhiata a quello che succede dalle nostre parti.

Gli Autori