Storia del Trebbiano Spoletino

Il Trebbiano Spoletino è un vitigno autoctono

Quando un vitigno è  autoctono?
Un vitigno è una varietà di vite che ha caratteristiche tali da essere diverso da altri. Tra le scienze agrarie, spetta all’ampelografia stabilire la natura di questa diversità con lo studio e la descrizione delle caratteristiche morfologiche dei vitigni.
La classificazione avviene in base ai seguenti criteri:

  • Forma delle foglie
  • Forma del grappolo
  • Forma e colore dei chicchi
  • Produttività
  • Periodo di maturazione
  • Carattaeristiche organolettiche
  • DNA

Un vitigno è autoctono quando viene coltivato e utilizzato per la produzione di vino nella stessa zona storica di origine.

L’organismo scientifico internazionale di riferimento per la viticultura è  l’ OIV – Organisation Internationale de la Vigne e du Vin di cui fa parte anche l’Italia.

Il Trebbiano Spoletino è un vitigno a bacca bianca autoctono del territorio spoletino. Alcuni ricercatori attribuiscono il suo nome a quello latino della città di Trevi, ossia Trebia e quindi Trebbiano con in più l’aggiunta dell’aggettivo Spoletino per distinguerlo dagli altri trebbiani. Tale aggettivo si presume che sia stato dato per la presenza della potente e vicina città di Spoleto, al tempo del grande Ducato. Le principali caratteristiche di questo vino sono il suo colore giallo paglierino, con delicate sfumature di colore verde; il profumo si presenta gradevole, delicato e fresco, con sentori di erbe aromatiche; il sapore agrumato, dal gusto ampio e con piacevoli toni di freschezza e sapidità.

I terreni più idonei alla coltivazione di questo vitigno, sono quelli di pianura con fertilità moderata e con un’esposizione soleggiata elevata. I sistemi di allevamento più adottati sono quelli a cordone speronato, anche se anticamente veniva coltivato insieme all’acero campestre o all’olmo, in  modo tale da mantenere il grappolo lontano dalla superficie del terreno, evitando così le gelate tardive tipiche della pianura. Le foglie sono cuoriformi, rotonde, palmate, con 3-5 lobi inegualmente dentati, inserite in modo alterno su rametti (tralci) caratterizzati da nodi ed internodi. L’acino è medio, di forma sferoidale, di colore verde-giallastro con buccia spessa e pruinosa; la sua maturazione è tardiva, intorno alla fine di ottobre. Le origini di questo vitigno sono antichissime, ma le prime citazioni risalgono all’epoca romana quando Plinio il Vecchio narrò, nella sua opera Naturalis Historia, del Vinum Tribulanum come un vino dalle nobili origini. In epoche successive questo vitigno fu considerato “di lusso”, dato il particolare vino che ne veniva ricavato, dal sapore semplice e delicato. Data la sua adattabilità a qualsiasi tipo di terreno, tale vitigno si diffuse in tutto il centro Italia assumendo, per ciascuna zona, caratteristiche differenti e dando origine a diverse varietà di trebbiano. La sua elevata produttività ne fece un vino amato dalla stragrande maggioranza dei coltivatori, ed è per questo che venne anche rinominato “scaccia debiti”. Con il passare degli anni la coltivazione e la relativa produzione del trebbiano spoletino andò gradualmente scemando, fino a raggiungere quasi la sua completa estinzione.

Negli ultimi anni si è vista una riscoperta di questo vitigno dalla caratteristiche uniche, con un impennarsi della sua coltivazione, dovuta alla sua particolare predisposizione per la realizzazione di spumanti e al suo particolare sapore, che lo distingue dal classico trebbiano. L’intento della nostra cantina è quello di valorizzare al massimo questo vitigno, perché è autoctono, spoletino  e caposaldo della tradizione vitivinicola umbra.